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SANTUARIO MADONNA DELLE VITTORIE86039 Termoli (CB)tel: 0875 701130
Il pellegrinaggio al Santuario di Santa Maria della Vittoria, detto più semplicemente “Madonna a lunga”,che si tiene ogni martedì dopo Pasqua, vuole ricordare ciò che accadde nell’anno 1566, quando il gran Sultano Solimano, bramoso di invadere e saccheggiare i paesi costieri delle regioni italiane, mirava ad occupare qualche isola in prossimità della costa.Fallita l’impresa di espugnare Malta, rivolse le sue mire sulle coste adriatiche da Pescara in giù fino alle isole Tremiti. Affidò l’impresa a Pialì Pascià, quale comandante dell’armata di mare e a Mustafà, generale dell’esercito di terra. Fu così che nell’estate del 1566 la flotta ottomana minacciò le coste adriatiche con continui saccheggi e azioni distruttive. Verso la fine di luglio si diffonde il terrore in tutte le coste abruzzesi. I Turchi sono intenzionati a sbarcare, conquistare e distruggere la fortezza di Pescara, operazione fallita perché all’interno vi era una potente guarnigione Spagnola dotata di forte artiglieria. Tentato inutilmente l’assedio, il generale Pialì Pascià ordina l’invasione del litorale più a sud di Pescara che risulta sguarnito di ogni difesa.La mattina del 30 luglio, circa 7000 Turchi sbarcano alla foce del fiume Foro, con l’intento di rifornirsi di acqua e di far bottino del territorio circostante. L’orda Saracena mette a ferro e fuoco la città di Francavilla portando via anche l’arca d’argento ove era custodito il corpo di S. Franco. Il giorno successivo, i Turchi si spingono in parte verso l’interno della valle del Foro e in parte verso Ortona, saccheggiando e incendiando, lasciando morte ovunque.Navigando più a sud Pialì con le galee cariche di soldati, dopo aver veleggiato a largo delle isole Tremiti il 2 agosto 1566 si portò nelle acque di Termoli. La popolazione, vedendoli arrivare, stremata dalle precedenti vicende storiche, abbandonò la città rifugiandosi nelle campagne e in gran parte nella vicina Guglionesi; la città deserta restò in balia degli invasori.
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