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Finalmente anche a Termoli un po’ di storia e di cultura! Un successo inaspettato, grandi e piccoli incuriositi e meravigliati per lo spettacolo davanti ai loro occhi. Spettacolo tra l’altro mai visto prima a Termoli! Sbandieratori, arcieri, crociati, dame e conti, pronti a sfilare per ricordare, per chi già la conosce, e per chi ne fosse all’oscuro, di una parte della storia del nostro paese, la storia di S. TIMOTEO discepolo amatissimo di SAN PAOLO.
L’Associazione Turistica Pro Loco di Termoli ha organizzato, Domenica 12 Luglio2009, una sfilata storica in abiti medievali, alla quale ha partecipato direttamente anche il nostro Presidente Luciano Calignano nelle vesti di un crociato, accompagnato dal gruppo medievale della locale pro loco e dalle associazioni “gruppi storici” di Torremaggiore con i suoi sbandieratori, Montecilfone e i suoi armigeri. La sfilata ha avuto inizio dalla chiesa di S. TIMOTEO, ha proseguito per il corso nazionale, una breve sosta al castello, per giungere in fine in p.za Duomo, di fronte alla Cattedrale.Durante tutto il percorso ci sono stati delle brevi soste durante le quali fatto assistere a piccole esibizioni accompagnati dal suono di tamburi e di trombe.
All’arrivo nella piazza della cattedrale è stata raccontata una breve storia sui ritrovamenti di S. TIMOTEO, “ gli arcieri del mare di Termoli” hanno effettuato una piccola gara con l’arco, naturalmente tutti veri, alla quale hanno partecipato per la loro gioia, i bambini che tra la folla, provando qualche tiro con l’arco e frecce alla Robin Hood. Infine la manifestazione si è conclusa con un fantastico duello, eseguito dagli armigeri di Montecilfone, con spade vere, al quale hanno assistito un’intera piazza gremita di spettatori, che osservavano con meraviglia e commozione.
RICHIAMA ALLA MEMORIA QUESTE COSE . . . (2Tm 2,14)
Così scrive a Timoteo, così il nostro incedere per le vie del centro storico desidera richiamare un evento memorabile per la città e la Diocesi di Termoli.
Il piccolo porto di questa località ha nascosto per secoli – nel silenzio della sua cripta- una delle reliquie più preziose della cristianità: il corpo del venerabile San Timoteo, discepolo fedele e fidato collaboratore dell’apostolo Paolo.
Giovane dalla “ schietta fede”, come amava definirlo il suo formatore, Timoteo viene preso dal suo paese natio, per scrivere, assieme ai primi discepoli di Gesù, le prime pagine della storia della Chiesa.
Giunto al crepuscolo della propria esistenza, prima di affrontare il martirio, Paolo gli scrive due lettere, per consegnarli gli insegnamenti, le comunità, e il governo pastorale, con parole antiche ma sempre nuove: “ Ravvivare sempre il dono di Dio che è in te ( 2Tm 1,6)”.
San Timoteo opera, come vescovo, a Efeso, nell’attuale Turchia, località legata anche alle vicende della Madre di Dio e Giovanni, il discepolo amato da Gesù. In questa città, una delle più importanti della Chiesa antica, Timoteo testimonia Cristo, in linea con l’annuncio degli apostoli e facendo tesoro degli insegnamenti dell’apostolo degli genti.
Qualche tempo dopo la sua morte, la sua salma viene traslata a Costantinopoli, dove rimarrà per secoli, venerato dai cristiani dell’antico oriente.
Gli eventi storici, però, scrivono una nuova pagina per Timoteo.
Nel 1204 giungono i crociati, i quali vogliono portare i segni delle loro conquiste. Molti luoghi santi, comprese le grandi basiliche, vengono derubate dei propri tesori. Tra questi, le reliquie di San Timoteo, le cui tracce si perdono.
Dopo qualche decennio di silenzio, il vescovo Stefano, assieme ai suoi canonici, nel 1239 nasconde il corpo del beato Timoteo nei sotterranei della chiesa cattedrale. Il fatto non viene divulgato, per timore di furti e saccheggi. Un alone di mistero, che si protrarrà per un lungo lasso di tempo.
Nel 1592, una relazione vescovile attesta la presenza del cranio di Timoteo, custodito in reliquario del XIII – XIV secolo, cui mancano due denti, portati in Francia nel 1205.
La storia archeologica ha spesso insegnato, come nel caso dell’antica Troia o dei manoscritti di Qumran, che le grandi scoperte avvengono spesso per eventi casuali. E’ quanto nella vicenda che lega il discepolo di Paolo alla fiorente cittadina molisana. Nell’anno del Signore 1945, mons. Bernacchia, vescovo di Termoli, vuol ricavare una cripta sotto la Cattedrale. Durante la fase degli scavi, scopre i resti di una precedente costruzione, ma soprattutto una lastra quadrangolare in cui era riportata l’iscrizione con la quale si attestava che li giaceva il corpo di Timoteo, discepolo di san Paolo.
Gioia
Incommensurabile,indescrivibile tripudio, incontenibile emozione nei cuori del clero e dei cittadini. Le campane suonarono a festa: il timore velò l’arcano, lunghi secoli celarono il tesoro, lo zelo riconsegnò la reliquia del discepolo amato da Paolo.
I crociati scelsero per Timoteo la città di Termoli, che per secoli ha custodito il santo venuto dall’oriente come uno scrigno da custodire gelosamente.
La vetusta chiesa lo ha custodito, la nuova cripta lo ha svelato, la nostra storia può trarne esempio, per imitare il beato vescovo parafrasando l’incoraggiamento dell’apostolo dei pagani: ravviviamo nei nostri cuori il dono che Dio ci ha fatto.
Filastrocca Medievale di araldo
Il Medioevo lo san tutti
tanti avvenimenti brutti
ma tra dame e cavalieri
si vivevano i piaceri
della Mensa e del buon bere
con lo scalco ed il coppiere.
Ma il viandante e il pellegrino
non godevan del buon vino
e con le sacche sulle spalle
un giaciglio nelle stalle
si nutrivan di fortuna
grazie a Madre Natura
Finchè un giorno stanco e lento
giunse fino ad un Convento
accolto orsù dai buoni frati
che curavan gli affamati:
papi, principi, re e abitanti
dei paesi circostanti
Sulla tavola imbandita
ogni pietanza era servita
cotta con semplicità
condita di generosità
riusciva anche a mandar via
fame, morte e carestia
E ormai ben rifocillato
Il pellegrino se ne è andato
e per strada raccontava I segreti che imparava
nelle Mense di quei frati
che li avevano ospitati
E così canto l’Araldo
di come un piatto caldo
proveniente da quei tempi
possa far tutti contenti
e se viene l’appetito
per un pasto ben servito…
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